Economia Lavoro 

Lavoro, Genova accelera: 21 mila assunzioni in tre mesi e aprile da record secondo Excelsior Unioncamere. Mancano cuochi e camerieri

Aprile porta un’accelerazione netta del mercato del lavoro genovese, con 7.280 assunzioni previste e un record trimestrale da 21.840 entrate. A trainare sono soprattutto servizi, turismo e commercio, mentre resta forte la difficoltà delle aziende nel trovare alcune figure specializzate

Dalle imprese genovesi arriva un segnale molto forte sul fronte dell’occupazione. I dati del sistema informativo Excelsior (gestito da Unioncamere in collaborazione con il Ministero del Lavoro e l’UE, è la principale indagine italiana che monitora le previsioni occupazionali, i fabbisogni professionali e le competenze richieste dalle imprese) fotografano infatti un mese di aprile particolarmente dinamico e un trimestre aprile-giugno 2026 che per la provincia di Genova si annuncia da record. Le assunzioni previste nel solo mese di aprile sono 7.280, con una crescita marcata sia rispetto a marzo sia rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre nel trimestre la stima sale a 21.840 ingressi complessivi. Un dato che, secondo Excelsior, confermerebbe un rafforzamento della domanda di lavoro e che si inserisce in un quadro positivo anche a livello ligure.

Anche nel resto della regione il trend è in crescita. In Liguria le entrate programmate ad aprile sono 15.470, mentre nel trimestre arrivano a 46.610, nuovo massimo storico rispetto all’anno precedente. Ma è soprattutto il dato genovese a colpire, perché racconta di un tessuto imprenditoriale che continua a cercare personale in molti comparti, con una forte concentrazione nei servizi. In provincia, infatti, questo settore assorbe ormai l’80 per cento delle entrate previste, in linea con il quadro regionale. Dentro questo blocco spiccano i servizi alle imprese, il turismo, il commercio e i servizi alla persona, che si confermano i grandi motori della domanda di lavoro.

Le professioni più richieste mostrano il peso crescente delle attività legate all’accoglienza, alla ristorazione e alla logistica. In cima alla lista ci sono cuochi, camerieri e altre figure della ristorazione, con 1.610 posti richiesti dalle sole imprese genovesi. Seguono gli addetti alle vendite, il personale per i servizi di pulizia, gli addetti allo spostamento e alla consegna delle merci e gli operatori dell’accoglienza clienti. A Genova emergono anche richieste consistenti per gli operai specializzati nelle rifiniture delle costruzioni. È una fotografia che racconta una città sempre più sbilanciata verso servizi, turismo e lavori operativi legati alla vita quotidiana delle imprese.

Accanto alla crescita della domanda, però, resta aperto il nodo del reperimento del personale. Le aziende segnalano grandi difficoltà soprattutto per alcune figure tecniche e specializzate. In provincia di Genova risultano particolarmente difficili da trovare gli operai addetti a macchine automatiche e semiautomatiche per lavorazioni metalliche, i marinai di coperta e gli operai destinati all’assemblaggio di prodotti industriali. È il segnale di uno squilibrio che continua a pesare: il lavoro c’è, ma in diversi casi mancano i profili adeguati per coprire le posizioni aperte.

Interessante anche la composizione dei contratti previsti. Il 22 per cento sarà stabile, quindi a tempo indeterminato, mentre la parte più ampia, il 78 per cento, riguarderà contratti a termine. Resta comunque significativa la quota riservata ai più giovani: il 30 per cento delle entrate previste riguarda infatti under 30, confermando una tendenza che nell’ultimo biennio si è consolidata. Sul fronte della formazione, il titolo di studio più richiesto è il diploma professionale o la qualifica, seguito dal diploma, dalla scuola dell’obbligo e infine dalla laurea o dall’istruzione tecnologica superiore.

Il quadro che emerge è quindi quello di una Genova che corre sul lavoro più di quanto facesse un anno fa, con numeri che certificano un momento di forte attivismo delle imprese. Ma dentro questo slancio, sempre secondo Unioncamere, restano anche le fragilità strutturali di un mercato che continua a fare i conti con il mismatch tra domanda e offerta, soprattutto nelle professionalità più tecniche. Ed è proprio lì che si giocherà una parte decisiva della partita occupazionale dei prossimi mesi.

Grafici Excelsior Unioncamere, foto di Ai


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